Chiesa di Sant’Antonio Abate

Chiesa di Sant’Antonio Abate


Chiesa di Sant’Antonio Abate


La Chiesa di Sant’Antonio posta sulla Via Flaminia è legata all’antico complesso composto dall’ospedale e dalla Chiesa dei SS. Agustini e Antonii Abati, che rappresentavano un unico corpus edilizio.

Il complesso viene menzionato per la prima volta nel 1585, per la somma che i feudatari donavano al luogo di cura. In seguito, fu Clarice Anguillara Colonna, che nel suo testamento del 1591, istituì un legato di 500 scudi a favore dell'ospedale, oltre il canone dovuto dai Colonna.
Questa modesta struttura fu in realtà un crocevia di popoli e culture. Ebbe come scopo il sostegno e la cura rivolta ai numerosi pellegrini malati passanti per la via Flaminia, provenienti da ogni città d’Italia e d’Europa, che potevano ricevere le cure di cui necessitavano prima di riprendere il loro viaggio di fede verso le tombe degli Apostoli SS. Pietro e Paolo.
La chiesa in origine aveva, probabilmente, la sua entrata sulla parete sud e di fronte all’ingresso era collocato un altare con l’immagine affrescata della Madonna del Carmine con il bambino. Nel 1756 il cardinale Guadagni fece modificare lo stile della chiesina in un elaborato barocco. Fu spostato l’ingresso sul lato ovest mentre la facciata venne arricchita da un oculo ovale e due lesene laterali, e sul portale una mensola a sostenere una cornice timpanata a due festoni di foglie di quercia tra cornici.
La chiesa oggi si presenta all’interno a cella unica con copertura voltata a schifo; in fondo, sopra l’altare, è presente una tela con la Madonna del Carmine con il Bambino tra S. Agostino e S. Antonio Abate.
Un’edicola situata al lato del corpo dell’antico ospedale oggi adibito ad attività commerciale, ritrae il Santo Antonio Abate con ai suoi piedi un porcellino.
Questi ospedali sorsero secondo la Antonianae Histoire Compendium, del 1534, quando Viennois Gaston e suo figlio Girondo, furono colpiti dal male degli ardenti. Gaston ebbe in sogno Santo Antonio che gli promise la guarigione se si fosse dedicato alla cura dei malati del "fuoco sacro". Così Gaston e il figlio si dedicarono a tutti coloro che erano stati colpiti d'ergotismo, malattia provocata da un fungo presente nella segale. Insieme ad altri nobili crearono una fratellanza laicale e fondarono un ospedale nelle vicinanze della chiesa di Sant'Antonio di Viennois, approvata nel 1095 e poi confermata come ordine ospitaliero, lo stesso che operò a Castelnuovo. Gli ospitalierio cavalieri del Tau indossavano una veste nera, con il segno distintivo del Tau o "potenza di sant'Antonio. Intere comunità animate dalla fede, si mettevano in cammino alla ricerca d’aiuto per combattere il fuoco sacro presso i santuari del grande Sant'Antonio Abate. Nel XV secolo i Canonici regolari agostiniani di Sant’Antonio assistevano oltre 4000 pazienti in circa 370 ospedali, uno dei quali era il nostro. Sant’Antonio di Padova invece, dottore della chiesa, ha il compito di proteggere gli afflitti e i poveri.

Orari

Info e Orari:La chiesa è visitabile in orario compatibile con le funzioni religiose.
Per visite guidate e informazioni, rivolgersi alla PRO LOCO
Sito: https://www.prolococastelnuovodiporto.it/
E-mail: prolococastelnuovodiporto@gmail.com



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